Vai al contenuto

Da 1 a 10 colori, in 40 anni di progressi della stampa

  • F&C

Il primo numero di F&C – Flessografia e Converting nasce 38 anni fa. È un arco di tempo importante, ma con tutto l’ottimismo possibile, nel 1987 era inimmaginabile prevedere l’evoluzione tecnologica che si sarebbe verificata.
All’epoca, il mercato del cartone ondulato riguardava per lo più l’imballaggio, con la stampa a un colore. La funzione di questo tipo di imballo era principalmente quella di proteggere la merce contenuta nella confezione di ondulato.

È con l’invenzione delle lastre fotopolimere che l’imballo inizia a essere stampato a colori, che con la nobilitazione della confezione diventa uno strumento di promozione. La scatola con una bella immagine a colori diventa così un espositore, desti- nato ad arrivare direttamente sui banchi dei supermercati.
Questa evoluzione nella qualità di stampa, che dà immagine e valore ai prodotti della distribuzione, risulta evidente e si diffonde negli anni ’90.

Nel tempo, l’intero settore della stampa, della flessografia e del converting, ha contribuito al perfezionamento delle tecnologie, puntando a una qualità sempre più elevata.

Poi arriva una vera rivoluzione: la stampa digitale, che rende possibile la produzione di packaging anche per piccole tirature. Con la tecnologia data-to-print, non sono più necessarie né le lastre né i cliché; i tempi di avviamento e di produzione si riducono sensibilmente. È possibile stampare a sei colori, compreso il bianco, che risulta particolarmente adatto dal punto di vista visivo al cartone.

In quarant’anni siamo passati dalla stampa a un colore (il nero) ai sei della stampa digitale. Con la tecnologia flessografica si possono stampare lavori fino a 10 colori.
Tutti questi progressi fanno intravedere un futuro promettente, sia per le aziende costruttrici di macchinari tradizionali e digitali, sia per i produttori di packaging.

  • Tico

read on • Stampare magazinen. 8 • 2025